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Dalla tesi di laurea sulle condizioni evolutive delle aziende alberghiere fiorentine alla presidenza di AICA - Associazione Italiana delle Compagnie Alberghiere (ed altre importanti cariche professionali ed istituzionali). Elena David ha consolidato la propria “mission” per uno sviluppo concreto della “cultura del turismo”: un apporto reale e tangibile, fatto di professionalità ma anche di cuore. Quando la si ascolta si coglie la forza del sentimento di una vera “appassionata del Paese Italia”.
E l’impegno, negli anni, è stato tradotto su tutti i fronti: professionale, accademico ed istituzionale. D - Parliamo del bilancio del Turismo in Italia in apertura 2011. “Le dinamiche sono molte e difficilmente riassumibili. La ripresa generale dell’economia ha una correlazione stretta con il settore, la crescita del PIL, per esempio, è direttamente proporzionale all’occupazione delle camere negli alberghi. Consideriamo che si sta risalendo da un “profondo rosso” che ha toccato minimi storici: i dati del 2010 restano comunque inferiori a quelli di dieci anni fa, ma c’è ugualmente un segnale di miglioramento rispetto al biennio 2008-2009. Ogni elemento positivo deve essere colto, ogni occasione valutata: a Milano ci sono buone aspettative per il Salone del Mobile. Ci sono poi fattori negativi oggettivi che non possiamo trascurare. Se pensiamo ai problemi nel Mediterraneo, quanto sta accadendo darà certamente riscontri negativi, ma dall’altro lato potrebbe portare alla valorizzazione di altre coste italiane. Il mercato giapponese è in ovvia contrazione, un calo dell’afflusso turistico dal Giappone è facilmente prevedibile. La risalita è lenta e faticosa, ma lo scenario fa ben sperare”. D - Come si interfaccia il settore immobiliare con quello turistico e come sono viste dagli stranieri le opportunità di investimento? Secondo Elena David in Italia il peso di un investimento immobiliare nel settore turistico è determinato più dal valore del “building” in quanto tale (in parole povere dal “mattone”) che non dalla redditività (ossia dall’attività in esso svolta), cosa che non avviene all’estero. “Da noi c’è un’alta percentuale di coincidenza tra proprietario e gestore delle strutture alberghiere, cosa ben più rara altrove. È chiaro che chi ha saputo fare i giusti investimenti immobiliari nei momenti opportuni, oggi è facilitato nella gestione. Ma se parliamo di investitori, soprattutto stranieri, anche in presenza di affari immobiliari appetibili ci scontriamo con una burocrazia farraginosa e complessa. Il federalismo regionale, che ha di certo i suoi vantaggi, porta però ad una frammentarietà ulteriore in mancanza di linee guida nazionali: basti pensare ai permessi ASL, alle concessioni, e così via. Vincoli operativi, burocratici, amministrativi sono un grande limite per l’investitore sia straniero che italiano. Oggi poi circola poco denaro straniero negli investimenti di settore: alla fine troviamo dietro sempre gruppi o banche italiani”. D - Facciamo un punto sull’impatto delle infrastrutture, con un focus su Milano. “Le infrastrutture (sistema aeroportuale, ferroviario, stradale, fieristico, ad esempio) sono determinanti per il settore. A Milano la nuova fiera ha generato sviluppi immobiliari intorno anche se ad oggi non sono stati ancora raggiunti gli obiettivi prefissati. La fiera non ha vissuto ancora il suo exploit e Malpensa ha subìto il ridimensionamento che tutti sappiamo. Il nuovo centro congressi può essere una chiave di volta importante. Bisogna però fare molta attenzione ad una eccessiva crescita numerica delle stanze in rapporto alla possibile occupazione delle stesse: l’indiscriminato calo dei prezzi nella speranza di una maggiore occupazione porta comunque alla rovina del mercato”. D - Investire su professionalità e managerialità nel settore è un punto fondamentale per Elena David, per imparare a vendere non solo servizi qualificati ma anche cultura, conoscenza. “AICA, della quale sono presidente, è presente nei dipartimenti ministeriali e nelle università: tutto passa in primis dalla formazione, che deve essere costante e specializzata. Stiamo attuando programmi per fare formazione linguistica non solo per la parte commerciale di check in / check out ma anche con competenze dedicate alla valorizzazione dei patrimoni storici, artistici, enogastronomici, paesaggistici e folkloristici: dobbiamo fare cultura. Collaboriamo con le maggiori università gestendo dei master per manager di settore. Solo la professionalità e le capacità manageriali specifiche possono rilanciare e sostenere il settore del turismo. Tutti i settori, in verità, ma il nostro ne ha particolare bisogno”. D - Domanda da sfera di cristallo: che futuro ci aspetta? “Il potenziale del nostro Paese è molto alto come altrettanto alto è il fattore di rischio per effetto di numerose carenze istituzionali e politiche. Certamente si potrebbe fare molto di più se i professionisti del settore venissero coinvolti preventivamente da chi ci governa, al fine di poter erogare servizi migliori e di rispondere nel modo più adeguato alle esigenze del mercato”. Tra i molti riconoscimenti ricevuti da Elena David spiccano il Premio Marisa Bellisario “la Mela d’Oro” e il Premio Eccellenza “Lido Vanni” di Manageritalia per l’innovazione strategica. L’industria del Turismo in Italia ha bisogno di vivere una necessaria trasformazione: da questo confronto con il presidente David si percepisce con chiarezza che per guidare questo cambiamento occorre fare formazione permanente, investire, guardare avanti (e oltre) e soprattutto crederci.
www.aica-italia.it
Articolo pubblicato su Case Style RE
numero trimestrale di aprile 2011
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