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ORAZIO MASCHERONI - L'immobiliarista Presidente di GVA Redilco

Orazio Mascheroni, l’immobiliarista che negli anni ’70 lanciò la Redilco, ha casa a due passi dal circolo del Golf di Villa d’Este. E’ una costruzione dalle linee sobrie, la sua, che non esibisce soluzioni architettoniche ardite. Il parco che la circonda, l’elegante arredamento interno, la piscina immersa nel verde, la palestra che gli permette di conservare il fisico asciutto e dimostrare vent’anni meno fanno capire però che si è concesso tutto ciò che voleva.
Ha realizzato un sogno di gioventù: suo padre lo portava, da piccolo, a fare il bagno nel laghetto di Montorfano. Passavano davanti al Golf Club, in uno scenario che ricorda la Scozia, con i prati verdi circondati da boschi di castagni, betulle e pini, e pensava: qui mi piacerebbe mettere le radici.
Il percorso non fu però breve. Il padre possedeva un bar a Como, e il ragazzo collaborava. Studiava, lavorava, a volte fino all’una di notte, e si guardava intorno. Guardava le belle ragazze e se l’occasione si presentava, non si tirava indietro. Il padre lo mandò a studiare, dopo le elementari frequentate nel quartiere di Albate,
a Como, presso il collegio più prestigioso della città, il Gallio dei padri somaschi. Poi gli studi di economia, alla Cattolica di Milano e a Perugia. Ottenuta, con un lieve ritardo a causa del lavoro, la laurea, si trovò ben presto proiettato nel mondo dell’edilizia grazie ad un incontro con Antonio Parravicini, l’amministratore delegato della Pessina costruzioni. Ma l’occasione per mettersi in luce gli venne da Carlo Pessina, che aveva appena rilevato la sorgente d’acqua Daggio, in val d’Intelvi, per sfruttarla commercialmente. Lo chiamò a fare il dirigente, e lì, nel 1968, ebbe modo di mostrare le sue capacità. Contribuì a trasformare la società in Norda, creò 200 concessionarie, ed in poco tempo raggiunse gli 80 milioni di bottiglie vendute.
Un nuovo incontro con Parravicini, che nel frattempo aveva spostato le sue attività nella Bergamasca, cambiò il suo destino. Mascheroni lasciò le acque Norda che gli avevano dato tante soddisfazioni e si trovò nuovamente proiettato nel settore immobiliare: gli venne offerto di lanciare nel 1972 la Redilco.
Fu un’avventura fortunata. Promosse progetti edilizi e si preoccupò soprattutto della commercializzazione. Arrivò a vendere fino a 50 appartamenti in un giorno. Le sue iniziative si estesero fino al parco di Montorfano, dove si occupò di un complesso residenziale di grande prestigio. Ne approfittò per riservare a se stesso una delle case. Il suo sogno d’infanzia si stava realizzando. Ma solo in parte. Perché cercava qualcosa di particolare, di più personale.
Il gruppo Cattaneo  cominciò a incontrare delle difficoltà, nel 1989, ma la Redilco navigava a gonfie vele. Mascheroni colse l’occasione per fare un management buy out. Era il momento giusto. Nel giro di pochi anni il mercato favorevole gli permise di rilevare l’intero pacchetto azionario. Ma, quando si è sul mercato, non bisogna mai stare fermi. Bisogna sempre guardare avanti. Nel 1999 un nuovo passo fondamentale: l’incontro con la famiglia del costruttore milanese Massimo Mazzi. Fu costituita la Rediclo Real Estate con la famiglia Mazzi come socio di maggioranza. Altri soci significativi Mascheroni, Lazzaro Bruni e il Credito Artigiano. La società permise di realizzare direttamente acquisizioni immobiliari. Raccontare tutte le iniziative promosse sarebbe lungo. Fatto sta che Mascheroni, spirito vagabondo, nei primi anni Duemila diede una nuova svolta alla sua vita: cedette ai Mazzi e a un nuovo entrato, Raul Dodero, tutte le partecipazioni.
Nel frattempo aveva adocchiato una bella costruzione che si affaccia proprio sulla buca numero uno del Golf Club Villa d’Este. Il ragazzino che cercava di recuperare qualche pallina finita fuori dal recinto, era diventato ormai un socio importante ed un abile giocatore.  Comperò la casa dal console onorario del Guatemala. La riempì delle coppe vinte al Golf da lui, dalla moglie Ivana Porro, dal figlio Marco. Cominciò a lavorarvi, a modificarla, ad apportarvi migliorie. E’ stato il grande hobby della sua vita. Ma non si è fermata lì, quest’anima irrequieta. Il suo motto è “carpe diem”: una citazione che potrebbe richiamare piaceri epicurei. In realtà per lui significa apprezzare ogni giorno della sua vita, lavorando ma anche divertirsi. Sono famose le feste che ha dato al Golf Club o all’Hotel Palace di Milano. E’ stata fastosa quella data a metà luglio per celebrare i 43 anni di matrimonio, ma soprattutto per fare allegria con amici e grandi clienti, al circolo del golf.
Ha bisogno sempre di fare, Orazio Mascheroni. Per garantirsi una vecchiaia di lavoro si è dunque comperato nell’esclusiva avenue de Montaigne, a Parigi, dove ha avuto casa anche Mitterrand, una seconda residenza che progetta di rimettere a nuovo. Questo gli permetterà anche di stare vicino al figlio Marco, che lavora soprattutto nella capitale francese. Mascheroni non lo ha voluto con sé in azienda allorché si è laureato in legge, perché preferisce che “si faccia le ossa”. Dopo un anno a Cambridge - per imparare l’inglese - il rampollo è entrato nella Sogefi, a fare il controllo di gestione. E’ un giovane avventuroso e supersportivo anch’egli, come il padre; ha partecipato due volte all’Iron Man, - prova estrema - e a diverse altre competizioni estenuanti che lo hanno portato a diventare il presidente della polisportiva A-Team. Non si è mai ritirato - è tenace come il padre - ma più d’una volta dopo il traguardo è finito in ambulanza, stremato, con la flebo al braccio. La moglie di Mascheroni dev’essere stata contaminata da questa iperattività che la circonda: appena si è presentata l’occasione si è candidata alle elezioni comunali.
Per 4 anni è stata consigliere di Montorfano ed attualmente è al suo secondo mandato come vicesindaco. Ed ora Mascheroni pensa a ritirarsi nelle sue splendide residenze? Macché. Nel 2009 è stato nominato presidente della GVA Redilco, la società che all’interno del gruppo si occupa specificamente delle attività di Agency, advisory e project management, e continua a seguire la crescita della Redilco Real Estate in qualità di consigliere; quest’anno è diventato consigliere di Management & Capitali, la società quotata in  Borsa. Tra l’altro, si occupa della realizzazione e commercializzazione di Centri commerciali. Non è mai stanco? No, si direbbe a guardarlo, perché si diverte così.

 

Articolo pubblicato su Case Style RE
numero di luglio 2010

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