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Era nata con Marco Mignani, la Milano da bere. L'autore di quello slogan, che nel 1987 doveva rifare l’immagine all’amaro Ramazzotti, aveva concentrato l'edonismo ferocemente rampante in una frase che divenne il segno di un modo di vivere. Mignani non c'è più, lo spot dell'amaro ha avuto altre storie e visi e anche la Milano da bere oggi ha lasciato il posto a una Milano diversa. La città cambia volto in vista dell'Expo: dal restyling della Stazione Centrale al nuovo look di Brera, dalla Biccoca alla rinascita di vecchi quartieri. Una trasformazione che fa discutere, una rivoluzione che affascina. Qui dove gli architetti più famosi del mondo sono chiamati a ridisegnare la città, a creare non solo edifici funzionali, ma vere e proprie sculture urbane, che abbiano un forte potere emotivo. Si rilancia la metropoli, con quelli che, in urbanistica, vengono chiamati i segni forti. Milano sud e Milano nord, Milano est e Milano ovest, in ogni angolo un nuovo cantiere per questo territorio che ha intrapreso la strada internazionale, il respiro cosmopolita. Porta Nuova, Portello, Milanofiori e City Life, sono i nuovi progetti che cambieranno definitivamente il volto del capoluogo. A dispetto della crisi non manca l'energia del rinnovamento. I quartieri stanno cambiando volto e quotazioni immobiliari. A Porta Nuova una città nella città di quasi 300mila metri quadrati che riunisce e ricuce tre maxi cantieri originariamente distinti, Garibaldi, Isola e Varesine. A Portello, antico cuore della Milano industriale - 370mila metri quadrati che un tempo erano sede dell’Alfa Romeo -, avrà dal 2012 la più grande piazza della città, più estesa di quella della Stazione Centrale (18 mila mq) e di quella del Duomo (14 mila). A Maciachini, promosso da Europa Risorse, come dice il progettista Italo Rota
“C'è un'architettura molto variegata, per usi, tipologie e linguaggi. C'è anche la consapevolezza di essere in periferia, di cercarne le regole. Maciachini è un progetto aperto, non ha cancelli, e speriamo che la sua natura, il suo essere altro si autodifenda nel tempo”. Poi, come dicevamo, c'è la maxi scommessa con i grattacieli del polacco Daniel Libeskind, dell'anglo-irachena Zaha Hadid e del giapponese Arata Isozaki, architetti di culture diverse per la prima volta insieme. A sud della città, a Milanofiori sono in corso lavori per la costruzione di un complesso residenziale e di un parco verde oltre all’arrivo della fermata della metropolitana di Assago. Altro progetto è quello che riguarderà lo smantellamento dell’Ortomercato, per lasciare spazio alla “Città del Gusto e della Salute”. Numerosi i cambiamenti tra questi il prolungamento delle linee metropolitane esistenti e la realizzazione di nuove: entro il 2015 la rete metropolitana che attraversa Milano e il suo hinterland sarà raddoppiata. In più nel 2014 Milano avrà la circe line grazie alla riconversione dei vecchi scali ferroviari (tra cui Farini, Porta Romana e Porta Genova). Sono previste 15 fermate. Si velocizzerà il completamento delle opere urbanistiche più importanti tra cui Garibaldi-Repubblica e l’ex Fiera Campionaria.
UN NUOVO MODO DI VIVERE LA CITTA'
Il parco ispirato ai paesaggi lombardi delle Prealpi e della bassa Padana, è solo l'ultima puntata della saga Expo 2015. L'enorme area verde, progettata dallo studio Gustafson Porter del paesaggista britannico Neil Porter in gruppo con Melk, One Works e Ove Arup, sorgerà all'ombra dei tre grattacieli di Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind, che dal 2014 trasformeranno lo skyline di Milano in vista dell'Esposizione internazionale. CITYLIFE è il nuovo quartiere che ridisegnerà il sito dell'ex fiera campionaria. Quattrocentomila metri quadrati e circa 15mila abitanti, tre torri tra cui il grattacielo «piegato» dell'architetto Liebeskind. Precisamente: 430mila metri quadrati di superficie. I vantaggi economici sono enormi, gli investimenti pubblici sono tanti e quella zona, che oggi non vale molto, moltiplicherebbe il proprio valore grazie alle infrastrutture del 2015: solo quelle legate al sito valgono 120 milioni. Per i tecnici quei 400mila metri quadrati di nuove costruzioni garantirebbero un'operazione immobiliare da 400 milioni con un guadagno attualizzato di 141 milioni. City Life sarà la creazione della più grande area pedonale di Milano e una delle maggiori in Europa: la circolazione di auto e i parcheggi sono esclusivamente ai piani interrati. La realizzazione del terzo parco centrale milanese, cinque aeree residenziali, tre torri dedicate a funzioni business (per una di queste, la Libeskind, è in fase di verifica la possibilità di adibirla a uso alberghiero con soluzioni innovative dal punto di vista ricettivo e residenziale), il palazzo delle Scintille (già Padiglione 3), il museo di Arte Contemporanea, il nuovo Vigorelli, shopping di qualità e ristorazione, servizi, asilo, la sede della Rai, i canali, un auditorium.
Insieme a quelle di Zaha Hadid, le residente Libeskind appartengono al primo lotto di realizzazione del progetto. Daniel Libeskind, architetto americano vincitore del progetto per il nuovo World Trade Center di New York, rompe con gli schemi residenziali tradizionali e per CityLife compone una nuova sintassi architettonica di linee e di forme che creano facciate “in movimento”. Le Residenze sorgono sul lato sud ovest di CityLife, affaciandosi sul parco da un lato e sviluppandosi dall'altro lungo via Spinola fino a piazzale Giulio Cesare. Si tratta di 8 building suddivisi in due aeree. Le residenze Zaha Hadid si affacciano da un lato sul parco e dall'altro su via Senofonte e piazzale Giulio Cesare.
Gli edifici sono tutti diversi l'uno dall'altro, per un totale di 229 appartamenti e sono dotati di prestigiosi spazi comuni. Le residenze sono state progettate secondo criteri di ottimizzazione energetica e di rispetto dell'ambiente che collocano gli edifici in classe A.
A SUD UNA CITTA' NELLA CITTA'
Una città infinita, una megalopoli da Ovest ad Est e da Nord a Sud. Proprio a Sud nasce il grande complesso di MILANOFIORI. A Rozzano c'è Milanofiori Sud, abitazioni di alta qualità, vivibilità e design. L'area, 1.100.000 metri quadrati di superficie complessiva, oltre 300mila metriquadri di edificabilità, per un complesso polifunzionale destinato prevalentemente al terziario, con nuclei dedicati alla residenza e ai servizi, è a soli 7 chilometri dal comune di Milano. Uffici, centri direzionali, spazi espositivi, esercizi commerciali di vicinato, abitazioni e alberghi sorgeranno in una grande area ai limiti del Parco Sud. La zona è posta in prossimità della nuova fermata della metropolitana Milanofiori Forum. L'ottima accessibilità è inoltre garantita dalla presenza della tangenziale ovest, dell'autostrada Milano-Genova e dalle strade statali. Il progetto prevede una forte integrazione con il verde già esistente ed una qualità ambientale particolarmente elevata, grazie anche all'utilizzo a materiali ecocompatibili. L'area è limitrofa a quella in cui sorgerà il comparto di Milanofiori Nord nel Comune di Assago. Il masterplan è stato realizzato dallo studio di architettura genovese 5+1AA che verrà affiancato nella progettazione da altri importanti studi di architettura italiani e internazionali. Ad Assago, Milano Nord. Il richiamo della natura ha ispirato tutto il progetto. Erick van Egeraat associated architects di Rotterdam è il prestigioso studio di architetti, noto per gli interventi a basso impatto ambientale, che ha realizzato Milanofiori Nord. Il complesso si pone come obiettivo il raggiungimento di una elevata qualità ambientale dove architettura e paesaggio siano streattamente legati. Winter garden, i giardini d'inverno sono le aree intermedie tra la terrazza e il soggiorno, utilizzabili in tutte le stagioni, sono la specialità di questi appartamenti. Oltre a rispettare criteri di sostenibilità in termini di composizione, tecnologia e materiali (bioedilizia, pannelli solari) saranno valorizzate le aree boschive esistenti e salvaguardate le biodiversità. L'area di sviluppo di proprietà di Milanofiori2000 copre una superficie di oltre 360mila metri quadrati e prevede un'edificabilità di 218.000 metri quadrati. Il progetto prevede il mantenimento e la valorizzazione dei corsi d'acqua e del verde (il bosco spontaneo a nord del comparto) già esistenti. Il verde sarà parte intgrante ed elemento di centralità del nuovo sviluppo che verrà dotato di un parco urbano pubblico. Le residenze si affacciano sul parco e sono immerse nella privacy e tranquillità.
UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO
Tra passato e futuro nasce nell'area di PORTELLO una nuova porta urbana della città. Nell'area storicamente occupata dalle fabbriche dell''Alfa Romeo e della Lancia, è in atto un piano di riconversione che partendo dalla zona a ridosso di FieraMilanoCity prosegue oltre viale Serra. Il cuore di Milano si illumina di verde e cambia completamente volto, in un nuovo sviluppo urbanistico. Qualità la parola chiave per un grande progetto promosso da Vittoria Assicurazioni.
Il Parco Vittoria Residenze, concepito per dare nuova vita al quartiere e alla sua storia. Proprio qui, agli inizi del 900, era nato il primo stabilimento per il montaggio di automobili, attivo sino al 1986. Ma oggi l’intera area sta rinascendo per dare vita a un complesso di residenze e un centro direzionale in asse con il Nuovo Centro Congressi su viale Scarampo, City Life e il grattacielo del World Join Center.
“Stiamo realizzando un complesso residenziale di oltre 540 unità immobiliari in classe energetica A”, spiega Maurizio Aloise, direttore generale di Vittoria Immobiliare, “una scelta che punta alla qualità del prodotto finale e al valore assoluto dell’investimento”. Parco Vittoria - progettato dall’architetto Guido Canali - offre un mix funzionale ampio con soluzioni abitative per ogni esigenza: dalla grande rappresentanza degli attici su due livelli con terrazze panoramiche serre e fioriere; all’appartamento di piccolo taglio, ottimo come investimento. Qualità dell’intervento di alto profilo con scelte impiantistiche di rilievo: riscaldamento e raffrescamento a pannelli radianti, pannelli fotovoltaici, alto standing di finiture interne. Parco Vittoria è complesso residenziale che si svilupperà attorno a sei torri di dodici piani e a due edifici in linea di sei piani affacciati su via Traiano, oltre al piano terreno destinato ad abitazioni con giardini privati. Sempre in una continuità armonica tra passato e presente, in una progettualità integrata di livello superiore, questo nuovo polo della città offre uno spazio dedicato al lavoro e al vivere il tempo libero, con un’intera area direzionale articolata in tre edifici progettati dall’architetto Gino Valle, di alto profilo tecnologico. Un edificio ospiterà il quartiere generale di Vittoria Assicurazioni, per cui il trasferimento è previsto già per la fine di quest’anno. Gli altri due edifici, dedicati a terziario, saranno collocati sul mercato e potranno ospitare al piano terreno una banca, un spazio ristorazione. Parco Vittoria si affaccia su uno splendido parco, tratteggiata finemente da colline a spirale, percorsi floreali, sculture, specchi d’acqua. Infine, il moderno centro commerciale, progettato dall’architetto Gino Valle, con i contorni di una vera e propria piazza all'italiana sormontata da una vela.
Un polo strategico nel tessuto urbano. PORTA NUOVA, attraverso la ricomposizione dei tre progetti Garibaldi, Varesine e Isola, rinasce una parte di Milano. La zona, naturale prolungamento di via Manzoni e di via Turati, a soli 1.500 metri dal Duomo, pochi minuti a piedi da piazza San Babila, il Castello Sforzesco e i giardini di Porta Venezia, si estende complessivamente per oltre 290.000 metri quadrati. La sua storia è fatta di “percorsi” e di comunicazione. Già nel XIX secolo, quando la Stazione Centrale di Milano era in piazza della Repubblica, i treni che percorrevano la Lombardia attraversavano queste tre aree. Nei primi decenni del XX secolo, quando la stazione Centrale fu spostata nella sede attuale, lasciò spazio nell’area delle Varesine alla stazione di Porta Nuova. Negli anni Sessanta, l’arretramento dall’area delle Varesine portò alla realizzazione della stazione di Porta Garibaldi lasciando quest’area strategica per Milano sospesa per oltre quarant’anni. Si generò così una ferita nel tessuto urbano, che portò la zona a “disconnettersi” non solo dalla città ma anche dai quartieri circostanti. Finalmente, nel 2007, le tessere del mosaico cittadino vengono ricomposte. E' il crocevia della città. Sarà un’area facile da raggiungere. Le infrastrutture cruciali saranno interrate, per unire l’efficienza dei trasporti al rispetto della vocazione pedonale. Un anno di posizionamento sul mercato delle nuove residenze ha portato nelle casse del gruppo Hines più o meno 100 milioni di euro. Il che significa che su 400 appartamenti residenziali distribuiti su sette edifici, quelli venduti sono tra il 15 e il 20 per cento. A gennaio, partirà quella degli spazi commerciali e degli uffici. E nonostante la congiuntura immobiliare sia tutt'altro che favorevole, il giudizio dell'ad del gruppo Manfredi Catella, è positivo.
La fine dei lavori, tra residenziale e aree pubbliche, è prevista per il 2012. I tempi, assicura il gruppo immobiliare, sono rispettati. Per quanto riguarda le residenze, la Torre Solaria, Solea, Aria e il Bosco verticale, entro marzo tutti gli edifici saranno a livello zero. In pratica dopo mesi di bonifiche e fondamenta, le gabbie di cemento armato sono arrivate al livello del terreno. A Porta Nuova oltre al residenziale, c'è però tutta una parte di opere pubbliche. Il piano prevede luoghi di aggregazione, centri culturali e laboratori. Nel progetto pubblico il cantiere della nuova linea della metropolitana 5 che è un'opera strettamente connessa. Nei cantieri, verso l'area Repubblica dove c'erano le ex Varesine, sono a buon punto i lavori del Centro culturale. Si intravede la forma dell'edificio a «ponte» dell'ex Stecca degli artigiani di via De Castilla. Il nuovo edificio si chiamerà Incubatore per l'arte e oltre alle associazioni «sfrattate» dalla Stecca e altre realtà locali.
Articolo pubblicato su Case Style RE magazine
numero trimestrale di gennaio 2011
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